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MATH

34 - Quando la binomiale diventa Poisson: molti tentativi, eventi rari

15-09-2026

Probabilità e combinatoria nei giochi

Nell'articolo 10 abbiamo studiato la distribuzione binomiale:

n prove indipendenti
stessa probabilità p a ogni prova
X = numero di successi

con:

$$ P(X=k) = \binom{n}{k} p^k (1-p)^{n-k} $$

La formula è esatta.

Ma immaginiamo ora un esperimento con:

1.000 prove

e un successo molto raro:

$$ p = 0,001 $$

Il numero medio di successi è soltanto:

np = 1

La binomiale resta il modello esatto, ma compare una distribuzione molto utile che può sostituirla con grande precisione: la Poisson.

L'idea non è:

"evento raro"
→
"uso automaticamente Poisson"

La situazione che ci interessa è più precisa:

n grande
p piccolo
np = λ mantenuto moderato

Vediamo da dove nasce l'approssimazione e quanto possiamo fidarci.

La distribuzione di Poisson

Una variabile casuale Poisson di parametro λ > 0 assume i valori:

0, 1, 2, 3, ...

con probabilità:

$$ P(Y=k) = e^{-\lambda} \lambda^k / k! $$

Il parametro λ ha un'interpretazione immediata:

$$ \begin{gathered} E[Y] = \lambda \ \operatorname{Var}(Y) = \lambda \end{gathered} $$

Nel confronto con una binomiale scegliamo:

λ = np

perché anche la binomiale ha media:

E[X] = np

Quindi i due modelli descrivono lo stesso numero medio di successi.

Perché la Poisson compare

Prendiamo una successione di binomiali nella quale:

$$ p = \lambda/n $$

Così, mentre n cresce:

p → 0

ma:

np = λ

resta costante.

Per un valore fissato k:

$$ P(X=k) = \binom{n}{k} (\lambda/n)^k (1-\lambda/n)^{n-k} $$

Riscriviamo il coefficiente binomiale:

$$ \binom{n}{k} = n(n-1)...(n-k+1)/k! $$

Otteniamo:

P(X=k)
=
[n(n-1)...(n-k+1) / n^k]
·
[λ^k/k!]
·
(1-λ/n)^n
·
(1-λ/n)^(-k)

Quando n tende all'infinito, con k e λ fissati:

n(n-1)...(n-k+1) / n^k
→ 1

inoltre:

(1-λ/n)^n
→ e^(-λ)

mentre:

(1-λ/n)^(-k)
→ 1

Quindi:

P(X=k)
→
e^(-λ) λ^k/k!

che è precisamente la massa di una Poisson di parametro λ.

Questo è il motivo matematico dell'approssimazione.

Stesso λ, accuratezza molto diversa

Manteniamo sempre:

λ = np = 1

ma cambiamo n e p:

n=10      p=0,1
n=20      p=0,05
n=100     p=0,01
n=1.000   p=0,001

Tutti e quattro i modelli hanno:

$$ E[X]=1 $$

La Poisson usata per approssimarli è quindi sempre:

Y ~ Poisson(1)

Consideriamo la probabilità di almeno 3 successi.

Per la Poisson:

$$ P(Y\ge 3) = 1 - P(Y=0) - P(Y=1) - P(Y=2) $$

Poiché λ=1:

$$ P(Y\ge 3) = 1 - e^{-1}(1 + 1 + 1/2) $$

quindi:

P(Y>=3)
≈
0,0803013971
=
8,03013971%

Confrontiamola con la binomiale esatta.

n      p       Binomiale esatta P(X>=3)   Poisson(1)    Errore assoluto
10     0,1      7,01908264%                 8,03013971%   1,01105707 pp
20     0,05     7,54836738%                 8,03013971%   0,48177233 pp
100    0,01     7,93732023%                 8,03013971%   0,09281948 pp
1.000  0,001    8,02093428%                 8,03013971%   0,00920542 pp

Il parametro λ è identico in tutti i casi.

Eppure l'approssimazione migliora drasticamente quando:

n aumenta
p diminuisce

Quindi non basta dire:

Il numero medio di successi è piccolo.

Conta come quel numero medio viene ottenuto.

Il caso n=1.000, p=0,001

Questo è un esempio classico di regime Poisson.

La binomiale esatta dà:

P(X>=3)
≈
0,0802093428

La Poisson con:

λ=np=1

dà:

P(Y>=3)
≈
0,0803013971

La differenza assoluta è:

$$ \approx 0,0000920542 $$

cioè circa:

0,009205 punti percentuali

La Poisson è quindi molto vicina alla risposta esatta pur usando una formula più semplice.

Guardiamo anche le singole masse

Sempre per:

$$ \begin{gathered} n=1.000 \ p=0,001 \ \lambda=1 \end{gathered} $$

abbiamo:

k   Binomiale      Poisson(1)     Errore assoluto
0   0,3676954248    0,3678794412   0,0001840164
1   0,3680634883    0,3678794412   0,0001840471
2   0,1840317441    0,1839397206   0,0000920235
3   0,0612825094    0,0613132402   0,0000307308
4   0,0152899554    0,0153283100   0,0000383546

La massa più diversa, in questo confronto, è quella di k=1:

errore assoluto
≈
0,0001840471

ossia circa:

0,018405 punti percentuali

Ancora una volta: molto piccolo, ma non zero.

Esatta e approssimata non sono la stessa cosa

Questo articolo non sostituisce la binomiale.

Se il modello è realmente:

n prove Bernoulli indipendenti
p costante

allora:

Binomiale(n,p)

rimane la legge esatta.

La Poisson è un'approssimazione utile quando il regime lo giustifica.

La distinzione è importante perché una Poisson può assumere qualsiasi intero non negativo:

0,1,2,3,...

mentre una binomiale non può superare:

$$ n $$

Quando n è grande e p molto piccolo, la massa Poisson oltre n è trascurabile.

Quando il regime non è sufficientemente rarefatto, questa differenza strutturale può invece diventare uno dei segnali che l'approssimazione è meno convincente.

Anche la varianza racconta qualcosa

Per la binomiale:

Var(X)
=
np(1-p)
=
λ(1-p)

Per la Poisson:

$$ \operatorname{Var}(Y)=\lambda $$

Quindi, se p è piccolo:

λ(1-p)
≈
λ

Nel nostro confronto con λ=1:

n=10, p=0,1      Var binomiale = 0,9
n=20, p=0,05     Var binomiale = 0,95
n=100, p=0,01    Var binomiale = 0,99
n=1000, p=0,001  Var binomiale = 0,999
Poisson(1)        Var           = 1

Anche da questo punto di vista i modelli diventano sempre più simili.

Non è una dimostrazione dell'approssimazione, ma è un buon controllo di coerenza.

Una cautela importante: raro non basta

Supponiamo di osservare un insieme di dati con pochi eventi.

Non possiamo concludere automaticamente:

"sembrano rari"
→
"sono Poisson"

Prima dobbiamo avere un modello plausibile.

Nel caso binomiale che stiamo studiando, le ipotesi sono molto chiare:

numero di prove fissato
prove indipendenti
stessa probabilità p
p piccolo
n grande

Altri fenomeni possono avere:

dipendenza fra eventi
probabilità che cambia nel tempo
cluster reali
vincoli fisici
stagionalità
numero di opportunità non ben definito

In quei casi, vedere pochi eventi non basta a giustificare la Poisson.

Nell'articolo 24 avevamo citato il confronto storico fra impatti osservati in celle spaziali e una distribuzione di Poisson.

Ora possiamo capire meglio il punto metodologico: una Poisson è un modello quantitativo da verificare, non un'etichetta da applicare a qualunque configurazione che sembri casuale o irregolare.

Verifica con C# senza fattoriali enormi

Lo standalone C# associato a questo articolo è:

ApprossimazionePoisson.cs

Per confrontare le due distribuzioni non è necessario calcolare direttamente:

$$ \binom{1000}{k} $$

per ogni k.

Possiamo generare le masse ricorsivamente.

Per la binomiale:

$$ P(X=0)=(1-p)^n $$

poi:

P(X=k+1)
=
P(X=k)
·
(n-k)/(k+1)
·
p/(1-p)

Per la Poisson:

$$ P(Y=0)=e^{-\lambda} $$

poi:

$$ P(Y=k+1) = P(Y=k) \cdot \lambda/(k+1) $$

Uno snippet essenziale è:

static double[] Binomiale(int n, double p)
{
    var pmf = new double[n + 1];

    pmf[0] = Math.Pow(1.0 - p, n);

    double rapporto = p / (1.0 - p);

    for (int k = 0; k < n; k++)
    {
        pmf[k + 1] =
            pmf[k]
            * (n - k)
            / (k + 1)
            * rapporto;
    }

    return pmf;
}

static double[] Poisson(double lambda, int maxK)
{
    var pmf = new double[maxK + 1];

    pmf[0] = Math.Exp(-lambda);

    for (int k = 0; k < maxK; k++)
    {
        pmf[k + 1] =
            pmf[k] * lambda / (k + 1);
    }

    return pmf;
}

Il file standalone associato all'articolo confronta automaticamente i quattro casi con λ=1, misura l'errore massimo fra le masse e verifica il caso n=1000, p=0,001 contro i valori pubblicati sopra.

Il punto operativo

La Poisson non è una scorciatoia magica per qualsiasi evento raro.

È il limite naturale di una binomiale nel regime:

n → grande
p → piccolo
np → λ

Per k fissato:

$$ \binom{n}{k} p^k (1-p)^{n-k} \approx e^{-\lambda} \lambda^k/k! $$

Nel nostro confronto con λ=1:

n=10,   p=0,1

produce ancora una differenza visibile.

Con:

$$ n=1000, p=0,001 $$

la differenza è già molto piccola.

La regola metodologica resta quella introdotta nell'articolo 19:

se la formula esatta è disponibile,
conoscila prima

poi usa l'approssimazione sapendo:

quale limite la giustifica
quanto errore introduce
quali ipotesi stai facendo

Con questo articolo si completa il percorso sui nuovi modelli discreti. Nel prossimo passaggio passeremo da distribuzioni e conteggi a processi che evolvono passo dopo passo, iniziando dalla random walk.