24 - Il caso fa gruppi: streak, run e sequenze che sembrano non casuali
05-09-2026
Probabilità e combinatoria nei giochi — Estensioni operative
MATH
05-09-2026
Probabilità e combinatoria nei giochi — Estensioni operative
Quale di queste due sequenze di venti lanci di una moneta vi sembra più casuale?
A
TCTCTCTCTCTCTCTCTCTC
oppure:
B
CTTTCCCTTTTCTTCCTCCT
T significa testa e C croce.
La prima ha una caratteristica rassicurante:
10 teste
10 croci
e non contiene mai due risultati uguali consecutivi.
La seconda contiene invece:
TTT
CCC
TTTT
TT
CC
...
e quindi diversi piccoli gruppi.
Molte persone sono portate a giudicare la prima sequenza più "casuale".
Matematicamente accade quasi il contrario.
La sequenza A è troppo regolare nelle alternanze.
Nel capitolo dedicato alla nostra cattiva percezione del caso, Mathieu Agelou descrive studi nei quali alle persone vengono mostrate o richieste sequenze binarie e griglie bianche/nere.
Il punto riportato dal libro è preciso: quando cerchiamo di imitare il caso tendiamo a produrre:
troppe alternanze
frequenze troppo equilibrate in piccoli tratti
meno lunghe serie dello stesso simbolo
meno raggruppamenti locali
Agelou chiama questa intuizione distorta attente excessive d'étalement, cioè un'aspettativa eccessiva di dispersione.
Ci aspettiamo che il caso distribuisca gli eventi con una regolarità che un vero processo indipendente non possiede.
Vediamolo con i numeri.
Per una sequenza di lunghezza 20 ci sono:
19
confini tra un risultato e il successivo.
Chiamiamo alternanza un confine nel quale il simbolo cambia:
T -> C
C -> T
La sequenza A ha:
19 alternanze su 19
quindi tasso di alternanza:
100%
Ha:
20 run
perché ogni simbolo costituisce una run separata di lunghezza 1.
La sua run massima è:
1
La sequenza B ha invece:
9 alternanze su 19
≈
47,37%
e quindi:
10 run
La run più lunga è:
4
e il conteggio globale è:
$$ \begin{gathered} 11 T \ 9 C \end{gathered} $$
Questi numeri sono molto più vicini a ciò che ci aspettiamo da una moneta equa indipendente.
Prendiamo un confine qualsiasi tra due lanci consecutivi.
Se il primo risultato è T, il secondo è diverso con probabilità:
$$ 1/2 $$
Se il primo è C, vale ancora:
$$ 1/2 $$
Quindi ogni confine ha probabilità:
$$ 1/2 $$
di essere un'alternanza.
Con 20 lanci abbiamo 19 confini.
Il numero medio di alternanze è perciò:
19 · 1/2
=
9,5
La sequenza B ne ha:
9
La sequenza A:
19
Una nuova run comincia:
all'inizio della sequenza
e poi ogni volta che compare un'alternanza.
Quindi:
numero di run
=
1 + numero di alternanze
Il numero medio di run in 20 lanci è:
1 + 9,5
=
10,5
Di nuovo:
sequenza B -> 10 run
è vicina alla media teorica.
sequenza A -> 20 run
è un caso estremamente alternato.
C'è una proprietà elegante.
Una sequenza binaria è completamente determinata da:
il primo simbolo
+
la scelta cambia/non cambia
su ciascuno dei 19 confini
Fissato il primo simbolo, ogni pattern di 19 decisioni:
stesso
diverso
corrisponde a una e una sola sequenza.
Per una moneta equa indipendente queste decisioni hanno probabilità 1/2.
Il numero di alternanze in 20 lanci segue quindi:
A ~ Binomiale(19, 1/2)
e:
$$ P(A=k) = \binom{19}{k} / 2^{19} $$
Non abbiamo bisogno di simularlo.
La sequenza A ha:
19
alternanze.
Esistono soltanto due sequenze perfettamente alternate:
TCTCTC...
CTCTCT...
su tutte le:
2^20
=
1.048.576
sequenze possibili.
Quindi:
P(19 alternanze)
=
2 / 1.048.576
=
1 / 524.288
≈
0,0001907%
Ogni singola sequenza specifica ha naturalmente la stessa probabilità 1/2^20.
Il punto non è quindi dire, dopo averla vista, che quella particolare stringa è "impossibile".
Il confronto corretto usa una proprietà scelta prima:
numero di alternanze
e chiede quanto sia estrema.
Se definiamo prima dell'osservazione:
sequenza molto alternata
=
almeno 16 alternanze su 19
possiamo contare esattamente:
2.320
sequenze su:
1.048.576
quindi:
P(A >= 16)
≈
0,2213%
Una sequenza così alternata è davvero rara sotto il modello di moneta equa indipendente.
Il nostro cervello, invece, tende proprio a costruire sequenze con troppe alternanze perché evita i gruppi.
Passiamo all'altro lato del problema.
Una run è una serie di risultati uguali consecutivi:
TTT
oppure:
CCCC
Quanto è strano avere una run di quattro o cinque risultati uguali in appena 20 lanci?
Possiamo rispondere senza approssimazioni enumerando tutte le:
1.048.576
sequenze.
Le sequenze di 20 lanci che contengono almeno una run lunga 4 o più sono:
805.746
su:
1.048.576
quindi:
P(run massima >= 4)
≈
76,84%
Una serie di quattro risultati uguali non è affatto una stranezza.
È il caso normale.
Per una run lunga almeno 5:
480.670
sequenze sono favorevoli.
Quindi:
P(run massima >= 5)
≈
45,84%
In appena venti lanci, avere da qualche parte cinque risultati uguali consecutivi è quasi un evento da testa o croce.
L'enumerazione esatta produce:
P(run massima >= 6)
≈
23,69%
P(run massima >= 7)
≈
11,51%
Questo è il punto più importante dell'articolo:
un processo casuale non cerca di apparire uniforme.
Gli eventi indipendenti non si respingono.
Possono raggrupparsi.
Bollman considera, per esempio, una sequenza di 14 rossi consecutivi su roulette americana. In un modello ideale con:
$$ P(\text{rosso})=\frac{18}{38}, $$
la probabilità che i prossimi 14 spin fissati in anticipo siano tutti rossi è:
$$ \left(\frac{18}{38}\right)^{14} \approx2{,}86\cdot10^{-5}, $$
cioè circa una possibilità su 34.927.
È raro.
Ma se osserviamo moltissime finestre di 14 spin:
molti tavoli
x
molti giorni
x
molte possibili posizioni iniziali
le occasioni di vedere una run simile aumentano enormemente.
Questa è una distinzione fondamentale:
probabilità di una run
in una posizione fissata prima dei dati
non coincide con:
probabilità di trovare da qualche parte
una run notevole dopo aver osservato una storia enorme.
È lo stesso principio che incontriamo quando cerchiamo pattern dopo aver visto i dati: il numero delle opportunità conta.
Fonte di contesto: Mark Bollman, Mathematics of the Big Four Casino Table Games, cap. 1 e §2.7 sulle streak alla roulette.
Possiamo rendere quantitativa la differenza usando le 20 prove che il nostro programma enumera già completamente.
Se prima di osservare i dati chiediamo che i primi 6 lanci siano tutti uguali, abbiamo soltanto due sequenze favorevoli per quei sei posti:
TTTTTT
CCCCCC
quindi:
3{,}125%. $$
Se invece osserviamo l'intera sequenza di 20 lanci e chiediamo se esista da qualche parte una run di almeno 6 risultati uguali, l'enumerazione esatta dei $2^{20}$ casi dà:
\frac{248384}{1048576} \approx 23{,}6877%. $$
La seconda probabilità è molto più grande perché stiamo dando alla run numerose possibili posizioni in cui comparire.
Non possiamo però calcolarla semplicemente come:
$$ 15\cdot\frac1{32}, $$
anche se una finestra di lunghezza 6 ha 15 possibili punti di partenza: le finestre si sovrappongono e gli eventi sono dipendenti.
Questo è un esempio elementare dell'effetto del guardare altrove (look-elsewhere effect): più posti, soglie, sottogruppi o pattern ispezioniamo, più cresce la probabilità di trovare qualcosa che sembri eccezionale.
Fonte concettuale: David J. Hand, Il caso non esiste, sui molteplici luoghi/opportunità in cui può emergere una coincidenza. I conteggi $248384/2^{20}$ sono ottenuti per enumerazione esatta dal nostro modello.
Su 20 lanci una moneta equa ha valore atteso:
10 teste
10 croci
ma il valore atteso non significa che il conteggio debba essere esattamente quello.
La probabilità di ottenere proprio:
10 teste e 10 croci
è:
C(20,10)/2^20
≈
17,62%
Quindi più dell'80% delle sequenze non è perfettamente bilanciato 10/10.
Una sequenza 11/9, 12/8 o persino più sbilanciata non contraddice l'equità della moneta.
Il caso di Monte Carlo del 18 agosto 1913, riportato da Kucharski, è quasi un esperimento naturale sulla nostra intuizione.
Alla roulette il nero continuò a uscire. Dopo più di dieci neri consecutivi, molti giocatori aumentarono le puntate sul rosso. La serie arrivò infine a 26 neri di seguito.
La reazione dei giocatori conteneva un passaggio logico non valido:
la run osservata è eccezionale
quindi
il risultato opposto è adesso più probabile
La prima frase può essere vera senza che lo sia la seconda.
Sotto un modello di giri indipendenti, se p è la probabilità del nero su un singolo giro:
$$ P(\text{nero al prossimo giro}\mid\text{run precedente})=p. $$
La storia serve invece a un'altra domanda: quanto è compatibile una run così lunga con il modello che stiamo assumendo?
Sono quindi due livelli diversi:
| Domanda | Oggetto corretto |
|---|---|
| la run osservata è insolita? | probabilità/frequenza delle run |
| il prossimo giro è cambiato? | probabilità condizionata data la storia |
Questo articolo studia proprio il primo livello senza cadere automaticamente nel secondo.
Fonte di contesto: Adam Kucharski, La scommessa perfetta, cap. 1.
Supponiamo di osservare:
TTTTT
Sotto il modello:
moneta equa
lanci indipendenti
la probabilità della prossima testa resta:
P(T al prossimo lancio | TTTTT)
=
1/2
Esattamente come prima.
Questo è il punto della gambler's fallacy.
La sequenza passata può sembrarci bisognosa di "compensazione":
ora deve uscire C
ma il meccanismo non possiede memoria.
Non dobbiamo confondere due domande.
La probabilità che i primi cinque lanci siano tutti testa è:
(1/2)^5
=
1/32
≈
3,125%
Ma dopo che abbiamo già osservato quei cinque risultati:
P(prossimo T | TTTTT)
=
1/2
La rarità della storia non modifica il meccanismo del prossimo lancio.
Questa distinzione è esattamente quella che spesso perdiamo quando interpretiamo una streak.
Possiamo commettere anche l'errore opposto.
Invece di aspettarci una compensazione:
ora deve uscire croce
possiamo convincerci che la serie abbia inerzia:
la moneta è in un momento caldo
quindi uscirà ancora testa
Per una moneta equa indipendente sono due narrazioni opposte costruite sullo stesso errore:
attribuire memoria a un processo che non ne ha
Il prossimo lancio resta 50/50.
Agelou discute anche la hot hand nel basket.
Il libro ricorda che un noto studio del 1985 di Gilovich, Vallone e Tversky non trovò correlazione positiva tra tiri successivi e interpretò la mano calda come illusione.
Riporta però anche lavori successivi di Miller e Sanjurjo che hanno contestato il metodo di campionamento di quell'analisi e, correggendo un bias di selezione delle streak, hanno ottenuto conclusioni differenti.
La lezione che ci interessa non è decidere qui la letteratura sul basket.
È una distinzione di modello:
moneta o roulette ideale
-> indipendenza definita dal modello
prestazione umana
-> indipendenza da verificare sui dati
Un giocatore può cambiare:
fiducia
stanchezza
scelta dei tiri
difesa avversaria
e quindi la probabilità del tiro successivo può realmente dipendere dalla storia.
In quel caso applicare automaticamente il modello della moneta sarebbe un errore.
Qui è utile distinguere un'altra idea, discussa da Buchdahl: la regressione verso la media.
Supponiamo che un giocatore abbia una capacità stabile tale da vincere davvero il 55% delle prove, ma in un piccolo campione fortunato ottenga:
70 vittorie su 100
Se selezioniamo il giocatore proprio perché ha prodotto quel risultato estremo, un nuovo campione tenderà in media a essere meno estremo e più vicino al suo livello reale del 55%.
Non perché “dopo tante vittorie siano dovute le sconfitte”.
Il motivo è diverso:
risultato osservato
=
componente persistente
+
rumore casuale
Se scegliamo un caso perché il rumore gli è stato molto favorevole, quel rumore non è obbligato a ripetersi nel campione successivo.
Quindi:
| Idea | Significato |
|---|---|
| gambler's fallacy | il passato renderebbe dovuto l'esito opposto |
| regressione verso la media | un estremo selezionato tende a essere meno estremo quando la componente casuale non si ripete |
La seconda è un fenomeno statistico reale; la prima è un errore quando il processo è indipendente.
Il prossimo articolo sulla selezione ex post userà proprio questo meccanismo in forma completamente calcolabile.
Una misura operativa molto semplice è confrontare:
P(T prossimo | T corrente)
con:
P(T prossimo | C corrente)
In una lunga sequenza generata da una moneta equa indipendente ci aspettiamo entrambe vicine a:
$$ 1/2 $$
Equivalentemente:
P(prossimo simbolo diverso dal precedente)
≈
1/2
Se un processo ha vera persistenza, per esempio tende a ripetere il simbolo precedente nel 70% dei casi, il tasso di alternanza scende verso:
30%
Il pattern diventa più "a blocchi" per una ragione reale:
i risultati non sono indipendenti
A quel punto i cluster non sono soltanto normale casualità i.i.d. (independent and identically distributed, cioè prove indipendenti e identicamente distribuite): il modello è cambiato.
Lo standalone C# associato a questo articolo è:
StreakRunCasualita.cs
L'esempio allegato contiene una funzione:
AnalizzaSequenza(...)
che restituisce:
numero di T
numero di C
alternanze
tasso di alternanza
numero di run
run massima
Applicata alle nostre due sequenze restituisce:
A:
10 T, 10 C
19 alternanze
20 run
run max 1
B:
11 T, 9 C
9 alternanze
10 run
run max 4
Poi il programma enumera tutte le sequenze binarie di lunghezza 20.
Per n=20 abbiamo:
2^20
=
1.048.576
casi.
È abbastanza piccolo da poter essere visitato integralmente.
Quindi il programma può calcolare esattamente:
distribuzione delle alternanze
distribuzione della run massima
distribuzione del numero di teste
senza errore statistico.
Ancora una volta applichiamo la regola già fissata nel confronto tra calcolo esatto e Monte Carlo:
se l'enumerazione completa è pratica,
non serve simulare per conoscere la risposta
Il programma verifica:
E[alternanze]
=
9,5
e quindi:
E[run]
=
10,5
Verifica inoltre:
P(almeno 16 alternanze)
≈
0,2213%
mentre:
P(run massima >= 4)
≈
76,84%
La sequenza umanamente "ordinata" è quindi molto più anomala della sequenza piena di piccoli gruppi.
Agelou usa anche un esempio storico in due dimensioni: la distribuzione degli impatti delle bombe V1 su Londra.
Nel racconto del libro, le concentrazioni di impatti sembravano troppo irregolari per essere casuali, ma il confronto di Robert Clarke con una distribuzione di Poisson risultò compatibile con un meccanismo casuale.
Non riproduciamo qui quel calcolo, perché richiederebbe introdurre e sviluppare la distribuzione di Poisson.
Ci interessa il principio comune:
casuale
non significa
spaziato regolarmente
Lo vediamo nelle date, nelle celle di una griglia e nelle run di una sequenza.
Ogni sequenza specifica di 20 lanci equi ha probabilità:
$$ 1/2^{20} $$
Quindi dopo aver osservato una stringa complessa possiamo sempre inventare una descrizione che la faccia sembrare straordinaria.
Per esempio:
"esattamente TTTT, poi C, poi..."
è inevitabilmente rarissima.
Una valutazione seria deve specificare prima una statistica rilevante:
numero di alternanze
run massima
numero di teste
e poi chiedere quanto quel valore sia insolito.
È la stessa cautela che ci servirà nel prossimo articolo quando proveremo molti sistemi e selezioneremo soltanto quello che sembra funzionare meglio.
La casualità reale produce:
alternanze
e
cluster
Non c'è alcun meccanismo che obblighi una moneta equa a distribuire ordinatamente T e C.
Su 20 lanci:
alternanze attese:
9,5 su 19
Una run di almeno 4 compare nel:
76,84%
delle sequenze.
Una run di almeno 5 nel:
45,84%
Una sequenza con almeno 16 alternanze su 19 compare invece soltanto nello:
0,2213%
dei casi.
Quindi:
una sequenza con piccoli blocchi può essere più rappresentativa del caso di una sequenza che alterna troppo bene.
Ma questa conclusione vale sotto un modello preciso:
prove indipendenti
probabilità costante
Se il processo può avere memoria o cambiare stato, come una prestazione umana, l'indipendenza deve essere verificata e non assunta.
Nel prossimo articolo useremo proprio il rischio opposto: invece di vedere un pattern dentro una singola sequenza, proveremo molti sistemi e sceglieremo a posteriori quello che ha ottenuto il risultato migliore.
Vedremo quanto sia facile "scoprire" una strategia apparentemente vincente anche quando nessuna possiede un vero vantaggio.